Con un buono della SmartBox abbiamo fatto un week end nelle marche, zona Camerino.
Partiti da roma con la sempre presente Renault Twingo scegliamo strade secondarie e ci lasciamo dietro le statali piu trafficate. Scopriamo un ristorantino niente male al confine tra Umbria e Marche, il Tartufaro, che per una vegetariana ed un vegano non ha molto da offrire se non un costosissimo piatto di spaghetti al tartufo. Cari ammazzati ma buoni.
La strada riprende piena di curve per passare in cima ai monti sibillini e scendere verso il lago di Fiastra, dove si fa una breve sosta disturbata da un vento fortissimo!
Alla Locanda dell'Istrice, dove pernotteremo, troviamo due persone simpaticissime, un italiano e la compagna, tedesca, che per amore ha lasciato la sua terra per stabilirsi nelle marche. Il posto è incantevole, immerso nella natura.
Un rapido giro sulla piana di Montelago, che però un pò mi ha deluso. Pensavo che fotograficamente parlando avesse molto da offrire, ma forse per la fretta non sono riuscito a goderne appieno.
La sera a camerino, dopo aver fatto un giro alla rocca dei borgia, scopro che di locali per mangiare ce ne sono davvero pochi, alla fine troviamo una trattoria dove ceniamo soli, avevamo tutto il locale ed il personale a disposizione!
Si va a letto presto.
La mattina seguente puntiamo recanati per visitare la casa di Giacomo Leopardi, anche questa una delusione, perchè altro non è che una mostra di scritti e di opere, una sorta di museo, non una casa dove si poteva vedere ad esempio lo scrittoio e la quotidianeità dell'autore.
Scendendo verso il mare, a Porto Recanati, scopriamo un posticino per mangiare niente male. Si, esatto, l'immancabile zozzone che ci fa un Felafel vegano niente male.
Il tempo si fa brutto, impossibile stare in spiaggia. Puntiamo verso Ascoli Piceno, davvero carina, ma praticamente senza vita. Tutto chiuso, eccetto i bar, dove prendo un caffè!
Il ritorno mi fa scoprire una salaria che non conoscevo. Chi si trovasse nelle marche e dovesse tornare a roma faccia la salaria. E' incredibilmente bella fino a rieti, passa attraverso montagne e prati verdi facendoci ammirare paesaggi davvero notevoli, soprattutto nella zona di amatrice.
Anche quest'anno la nostra genitilissima e sempre disponibile amica d'oltralpe, Barbara, ci ha ospitato in occasione del salone dell'auto, visto che Max, appassionato di motori non voleva perderselo!
Cosi la mattina presto, molto presto, saliamo sul trenino che ci porta all'aereoporto di Fiumicino, dove la EasyJet per qualche spicciolo ci porta fino a Ginevra. Non appena atterrati le nostre strade si dividono. Max va a vedersi le sue automobili, io e Vale facciamo un giretto per ginevra, proprio come l'altra volta.
Il tempo è sereno, ma ventoso. In riva al lago tira un vento micidiale che non ci fa godere a pieno la passeggiata! Trovato un piccolo riparo mi sdraio lungo il molo a fare qualche foto.
Nel pomeriggio si decide per andare sul monte Salève, che però si è rivelato un pò una delusione. Sebbene ci fosse ancora la neve non c'era poi molto da vedere. Il panorama di ginevra vista dall'alto merita sicuramente, ma il prezzo del biglietto della funivia non è proprio contenuto. Nonostante Vale sia in dolce attesa abbiamo fatto un piccolo sentiero che in 30 minuti ci ha portato alla rampa dove si lanciano i deltaplani. Peccato non ce ne fosse nemmeno uno, ma ricordo che la giornata non era forse delle migliori, causa vento fortissimo.
La sera sul lungo lago mentre aspettiamo di riunirci a Barbara e Max incontriamo un signore in bicicletta con un cagnolino che lo segue. Viene dalla Puglia e sono 50 anni che vive li. Tornerebbe in Italia? "Solo per i matrimoni".
La sera scopriamo che Ginevra non è cosi cara come si potrebbe pensare. Tutto sommato una onestissima pizza con birra ci è costata nemmeno 20 euro. Il trucco c'è, e si vede pure. Il prezzo della pizza è caro, piu alto che in italia ovviamente, ma non si paga il coperto e l'acqua è gratuita. Esatto, l'acqua del sindaco, quella che a noi dicono non si possa avere, li te la consigliano loro.
Sabato mattina andiamo alla stazione per prendere il treno che ci porterà prima a Losanna, poi a Montreux. Non avendo prenotato per tempo una macchina a noleggio non avevamo altra scelta.
I treni in svizzera non sono sono puntualissimi, ma anche pulitissimi. Il treno diretto era bello tanto quanto il nostro eurostar, ed altrettanto pulito e comodo. Fantastico. Abbiamo viaggiato comodissimi e nel silenzio piu assoluto. Impagabili davvero questi treni.
Su Losanna ho poco da dire. Non è che mi sia piaciuta molto, ci siamo stati giusto il tempo del pranzo e poi siamo fuggiti verso Montreux, che si è rivelata una piacevolissima sorpresa. Un lungo lago vivace, pieno di colori, di gente, di animali.
Qui la pazienza di Vale, Barbara e Max mi ha permesso di fare milioni di foto, e qualcuna è anche venuta bene. Sotto la statua di Freddy non poteva mancare la foto che feci anche a Garden Lodge. Un piccolo tributo al mito di molti di noi.
In attesa del tramonto per immortalare lo splendido panorama di Montreux inganniamo l'attesa nel Casinò. Cambiati 20 CHF ce li facciamo bastare per un'oretta al gioco dei cavalli. Si vince, si ride, si perde. Si va quasi in paro. Siamo sotto di 4 CHF. Ma ora devo proprio scappare, il sole sta tramontando e non posso perdermi questi scatti. Non arriviamo fino al castello di Chillon, purtroppo, ma Vale è stanca e non proseguiamo oltre! Riesco comunque a fare qualche bello scatto.
Aperitivo con un buon bicchiere di vino e poi ci ficchiamo dentro l'unico ristorante aperto. Si perchè in Svizzera dopo una certa ora chiudono TUTTO! Anche i ristoranti.
Il tipo che ci accoglie è di Salerno, vive a Montreux da un pò, e anche lui sta cosi bene che non ci pensa 2 volte a tornare in italia.
Io rimangio la pizza. Essendo vegano non ho molta scelta al ristorante, però la focaccia è buona, la pasta commestibile e alla fine mi sono saziato. Ma essendo questo un posto turistico (ma l'unico aperto) la botta è forte! Quasi 30 euro a persona. E crepi l'avarizia!
Si rientra a casa la sera, stanchi ma soddisfatti. La mattina dopo non abbiamo fretta, dormiamo, ci riposiamo e poi facciamo un ultimo giro per Ginevra, prendiamo un caffè, salutiamo la nostra amica Barbara e torniamo in aereoporto.
Appena atterrati il trenino che ci riporta a casa ci ricorda il nostro bel paese. Sporco, in ritardo, e per fare 40 km impiega piu del volo...
Partiti con un volo che giá aveva un orario strano, aggiungiamo un'ora di ritardo e il risultato e' arrivare a Budapest all'una passata. In aereoporto l'hotel ci aveva fatto venire a prendere da un signore gentilissimo, Romolus, originario della transilvania e con il quale abbiamo fatto una bella chiacchierata nel tragitto aereoporto - hotel.
C'é da dire che non sono abituato a questo tipo di accoglienza, anche perchè di solito gli hotel dove soggiorno non sono nemmeno catalogati :D. Un 5 stelle lusso, con tutti i servizi che vi vengono in mente. ma proprio tutti. Il pacchetto Boscolo prevede questo, meglio cosi.
La mattina siamo andati nella struttura principale dell'hotel (noi siamo nel residence, 5 stelle anche questo), abbiamo fatto una colazione da sultano in una sala enorme che, come ha detto luc, "ma che stai mangiando a versailles?"
Ho esagerato. Mi sono servito al buffet 5 volte, toast, succhi, caffe, nutella, ogni cosa. Domani mi faccio pure i panini, oggi non avevo lo zaino.
Cominciano il nostro giro per la cittá e scendiamo subito ai mercatini di natale. Bellissima l'atmosfera (soprattutto stasera quando ci siamo ripassati), bella gente che mette in mostra antichi mestieri, piatti prelibati e dolci da leccarsi i baffi. Tutta carne peró. Ci attira un banchetto che per soli 500 fiorini ungheresi (1,5 euro) ci da metá baguette con formaggio e funghi. Ma non basta. Forse colpa del freddo. Entriamo al volo ad un BK e prendiamo le patatine.
Nel primissimo pomeriggio attraversiamo il ponte delle catene, e andiamo a vedere le terme gellert. Non siamo preparati, seppur molto belle rinunciamo. Visitiamo la chiesa nella roccia, ma non nego che tra la parlantina dell'audioguida e il caldo della grotta sulla sedia mi sono addormentato.
Qualche foto in cima al monte gellert, si riscende per un'altro ponte, ma il nome non lo so, magari ve lo dico poi.
Stavolta tappone obbligatorio con cioccolata e dolce tipico dal nome appuntato sul quadernino e che a memoria mi risulta impossibile pronunciare, tantomeno scrivere. Passeggiata per via Vaci, sotto la metro e in hotel. Ora mi butto in spa, sempre gentilmente offerta dall'hotel. Approfitto, di solito gli hotel in cui bazzico non sono catalogati a stelle. Forse non sono catalogati affatto...
Per ora tutto qui, vi aggiorno come posso! :)
Non ero mai stato in una SPA! L'ho trovata esagerata. E soprattutto quella del mio hotel non era neanche caratteristica, al contrario di quanto mi aveva detto il receptionist. Insomma potevo evitare, troppi sprechi, gente che non gradisco.
La sera a cena riusciamo a trovare il nostro solito zozzone, che ci fa mangiare due pizze margherite per 1500 fiorini, circa 5€. Niente male.
17/12/2011
La domenica comincia con un'altra abbondantissima colazione e stavolta mi faccio anche i panini per il pranzo. Andiamo a prendere la metropolitana stando attenti alle velocissime scale mobili, probabilmente killer spietate di tutti quei vecchini che tentano di prenderla ogni giorno. Vanno davvero forte!!!
Arriviamo al castello grazie alla simpatica funicolare. Un giro panoramico, scendiamo ai bastioni dei pescatori e li mi accorgo che c'è ancora gente che utilizza i rapaci per scopo di lucro. Un bellissimo falco ed un'aquila (incappucciata per giunta), sono prigionieri di due tizi che offrono la fotografia con l'animale per qualche fiorino. Triste, eppure molta gente approfitta.
Scendiamo verso l'isola margherita, prendiamo un tram, la fermata è proprio a metà ponte. Panino e un rapido giro per poi correre a visitare il parlamento. Una guardia però mi ferma "Non puoi passare". E chi sei, Gandalf? Io volevo solo vedere il parlamento, non ti incazzare. Qua si incazzano un pò facile sti Ungheresi. Se non capisci una cosa te la ripeto incazzati!
Visto che il parlamento è chiuso per oggi (che culo!), ci limitiamo a vedere lo spettacolo in costume nella piazza che gli è di fronte. Poi tornando verso la metropolitana passiamo in una bella piazza piena di altre bancarelle del natale.
Anche qui tutto molto folkloristico, anche il tizio che si incazza quando non capisco come si dice vino. VANTU! E statte calmo!
Entriamo nella basilica di S. Stefano. Ad attenderci sull'uscio l'immancabile Zi prete che però chiede i soldi. Offerta libera, di 250 fiorini. A PERSONA!!! Me cojoni. Ma una volta almeno le chiese non era gratis? E se non paghi ti rimanda indietro. Alla faccia dell'offerta, quindi! Per carità, bella chiesa, ma dai... approfitto di una panca e mi inginocchio a scrivere qualche appunto sul mio taccuino.
Uscendo corro dietro a 6 vecchine tutte agghindate con costumi tradizionali, chiedo il permesso per una foto.Accordato.
Vicino alla fermata della metro hanno allestito una pista di 4 metri per snowboard. Un ragazzo si ammucchia sul cemento. Fine della giornata per lui.
I mercatini di natale a ridosso della metro ci vedono protagonisti ancora una volta degli ultimi pensierini per la mia nipotina e la figlia di amici, poi andiamo a prendere l'aereo.
La wizz air è come la corriere roma-frascati. Un dramma. Partiti con 1 ora di ritardo abbondante arriviamo a roma con 1.30h di volo.
Da fiumicino a casa, grazie ai nostri portentosi mezzi pubblici, ne impiego due..
Il viaggio piu’ importante della mia vita inizia alle quattro del mattino: infatti dovro’ prendere il treno delle cinque che mi porterà a Milano e da li’ dovro’ andare a Malpensa. Percorro la strada , a quell’ora deserta, che mi porta alla stazione godendomi il peso dello zaino e l’aria fredda (quest’anno ha già nevicati un paio di volte). Arrivo a Malpensa che ormai il cielo è chiaro, tutto fila liscio, le pratiche di imbarco, il volo fino ad Hong Kong e poi la coincidenza per Kumming.
Finalmente è Cina, Kunming è la capitale dello Yunnan la provincia cinese con il maggior numero di etnie diverse , confina con il Viet Nam, Laos , Bimania e il Tibet , qui il governo di Pechino permette a chi non è di etnia Han di derogare alla regola di un figlio solo per ogni coppia.
Abbraccio mia moglie Davida e poi vengo imbarcato in tutta fretta in un taxi che mi porterà a casa, certamente la Cina da quel poco che riesco a vedere dal sedile posteriore di un taxi è decisamente diversa da quello che i media quotidianamente ci propinano… Kunming è una città di almeno otto milioni di abitanti, con autostrade altissime che le girano attorno con una mega metropolitana in costruzione e con il governo locale che tenta seriamente di combattere l’inquinamento, infatti praticamente tutti gli scơter sono elettrici, le aree verdi sono in espansione e ovunque ci sono cartelli che invitano le popolazione a rispettare l’ambiente
Trascorro tre giorni nella città delle Flying Tigers organizzando cene a base di formaggi italiani , incontrando un sacco di persone e mi rendo conto che la classe media esiste e scalpita e che tutte le persone che incontro sono davvero molto aperte verso gli stranieri . Un altro aspetto davvero notevole di questa società è che i cinesi ci tengono davvero molto all’istruzione dei loro figli.
Il quarto giorno sveglia all’alba per prendere l’aereo che ci porterà a Zhongdian che ora è stata ribattezzata Shangri La (3200metri) dove ci attende la coincidenza per LHASA… dopo poche ore di volo atterriamo in Tibet. In quanto turisti non cinesi non possiamo muoverci liberamente : infatti abbiamo bisogno di una guida e di un autista che siamo riuscito a procurarci in anticipo grazie ai contatti in quel di Kunming di mia moglie. Entrare in Tibet non è poi cosi’ difficile ci vuole un visto valido per la Cina uno valido per il Tibet e appunto una guida ed eventualmente un autista, la sola fregatura è che di tanto in tanto durante l’anno il governo di Pechino blocca le frontiere del Tibet e quindi i visti diventano cartastraccia.
Aggiungo una nota: perché scegliere il mese di Novembre per visitare il Tibet? Primo perché viaggiare fuori stagione (se, se ne ha la possibilità) permette di visitare meglio il paese e secondo in Novembre sono finiti i lavori nei campi e i tibetani sono soliti organizzare pellegrinaggi nei luoghi a loro sacri, infatti incontreremo pellegrini provenienti dagli angoli piu’ remoti del paese vestiti con abiti meravigliosi. Un’ultima nota al riguardo ai pellegrinaggi, infatti alcuni pellegrini viaggiano magari un bus o in moto ma altri viaggiano a piedi trascinandosi dei carretti contenenti le loro vettovaglie, bene questi pellegrinaggi fatti a piedi dormendo in tenda sul ciglio della strada durano degli anni e credetemi se ne vedono davvero tanti di questi pellegrini che compiono un passo poi si inginocchiano poi si rialzano e poi fanno un altro passo, cosi’ per tutto il loro viaggio.
Il cielo a Lasha è blu cobalto il sole scotta e l’aria è pulitissima siamo a 3700 m circa e sto toccando il cielo con un dito, facciamo amicizia con la nostra guida e con l’autista e con loro mettiamo a punto il nostro itinerario e poi a bordo del minivan made in chinapartiamo per andare a visitare il monastero di Samye che si trova a cento km dalla capitale , guardiamo rapiti il paesaggio dal finestrino e dopo un’ora circa ci troviamo sulle sponde sabbiose del Brahmaputra (fiume che nasce dal monte sacro ai tibetani Kalash) in attesa del traghetto(??) che ci porterà ,insieme ad un sacco di contadini Tibetani, dall’altra parte del fiume, purtroppo e non finiro’ mai di maledirmi, dimentico che soffro il mal di mare. Infatti la traversata del fiume si trasformera’ in un vero calvario, anche perché i conducenti dei due tragetti decidono di mettersi a fare a sportellate tra di loro.
Arrivati sull’altra sponda del fiume saliamo su un minibus pubblico che ci porterà al tempio Samye, circa 60 minuti di strada sterrata tutte buche che attraversa paesi di contadini con le tipiche case dell’altopiano con il tetto piatto e il muro di cinta tutt’attorno; il paesaggio è durissimo ma è fantastico questa è l’ Eurasia per la miseria! Europa e Asia sono un continente unico i flussi migratori e gli scambi culturali non sono mai cessati, Gengis Khan, Marco Polo, Unger Khan …al solito la mia fantasia galoppa ma certo il mio primo assaggio dell’Altopiano del Tibet è stato entusiasmante. Mia moglie non parla anche lei è estasiata siamo proiettati in un altro pianeta, sorrido alla mia vicina una contadina che ha con se una pelle di pecora e una scopa di saggina mi ricorda tanto il volto dei vecchi contadini che vedevo quando da bambino andavo a casa dei miei nonni. Siamo finalmente arrivati il tempio di Samye è forse il piu’ antico del Tibet . Al suo interno ci sono le immagini delle figure piu’ importanti per il Buddismo Tibetano alcuni di loro sono morti altri sono riparati all’estero; 7.000.000 i Tibetani in Tibet 1.000.000 i Tibetani espatriati, queste due cifre ci possono far immaginare cosa sia l’occupazione che stanno subendo.
Alla base del Buddismo c’è il fatto che ogni azione che compiamo (causa) ha delle conseguenze (effetto) . Causa ed effetto , ognuno di noi compie delle azioni è importante imparare a pensare alle conseguenze di cio’ che facciamo.
Tornado al tempio di Samye , noto che all’interno gironzola una pecora enorme : è un essere vivente quindi ha tutto il diritto di accedere al tempio, di fronte ad esso uomini e donne lavorano duramente per ristrutturarlo issando con dei paranchi completamente manuali dei massi gigantesci e non posso non pensare che qui siamo ad almeno 4000metri e sforzi del genere richiedono una resistenza enorme ,ricordo che gli Indio che ho incontrato sulle Ande anni fa’ si aiutavano masticando foglie di coca, i Tibetani malnutriti allo stesso modo alle stesse altitudini invece riescono a fare sforzi immani utilizzando solo le loro risorse
Terminata la visita ripercorriamo la strada a ritroso riattraversando il Brahmaputra per poi deviare verso la città di Traduk, la seconda traversata del fiume mi da la mazzata finale, praticamente arrivo all’Hotel dopo un paio di ore di viaggio, semi svenuto, grazie a cielo in Tibet non c’è il mare!
L’hotel è nuovo ed è riscaldato riusciamo a lavarci (non sarà sempre cosi’) e dopo aver trangugiato un paio di zuppe liofilizzate si crolla a letto. Il mattino dopo le cose vanno decisamene meglio niente mal di mare e niente accessi di febbre e soprattutto nessun problema di altitudine.
Si visita la città ormai snaturata, infatti enormi palazzi stanno sorgendo dappertutto, dopodiché si va verso la capitale Lasha (pronuncia hasa con l’acca aspirata e la esse marcata) il viaggio è caratterizzato da diverse soste qualcuna dovuta ai controlli di polizia altre date dalla necessità di scattare foto alle Gru collo nero che passano l’inverno quaggiù e alle migliaia di splendide Tadorne.
Finalmente a Lasha ,citta sacra come Gerusalemme e Roma città sotto assedio come e piu’ di Gerusalemme, check points e pattuglie di soldati con giubbotto antischegge armati con fucili automatici un po ‘ovunque per le vie della città vecchia, poi alzi lo sguardo e vedi soldati armati sui tetti delle case ma poi decidi di fare come fanno Tibetani… continui a vivere ignorandoli.
Il nostro hotel si trova nella città vecchia è sobrio e confortevole in piu’ per un paio di ore a giorno ha pure il riscaldamento! Lasciamo gli zaini e poi salutate le nostre giude ( a Lasha gli stranieri possono girare liberamente)ci tuffiamo nella citta’ vecchia. Questa parte di Lasha è magnifica in pochi minuti siamo nel Barkhor , la celebre piazza teatro degli scontri del 2008 che ospita il tempio dello Jokang , ci facciamo travolgere dalla ressa dei pellegrini , grazie a mia moglie che parla correntemente cinese compriamo degli incensi ; la giornata vola e verso sera ci infiliamo in un ristorante Nepalese dove tra gatti affettuosi e timidi topolini ci facciamo una cena prelibata, terminata la cena ancora una passeggiata per la città vecchia , l’atmosfera è quella di una città di montagna: silenziosa un po’ buia, l’aria gelida… che ci crediate o no tempo fa ho portato a Cortina un signore asiatico ebbene dopo aver attraversato il viale nel centro storico mi ha detto che gli ricordava Katmandu…
Il mattino seguente si va a visitare il palazzo del Potala ,che era la residenza invernale del Dalai Lama nonché sede del governo, per accedere al palazzo noi stranieri abbiamo dovuto prenotare in anticipo la visita. Il palazzo è sopra la sommità di una collina ed è davvero imponente ; durante la visita si attraversano stanze rischiarate dalla luce delle candele di burro di yak che contengono statue oppure sconfinate biblioteche, per poi sbucare su terrazze da cui si puo’ ammirare il paesaggio. Una delle stanze piu’ importanti contiene un Budda enorme di oro massiccio e ricoperto di di gemme e pietre preziose. Terminata la visita si va alla residenza estiva del Dalai Lama: si tratta di un palazzo sobrio all’interno di un vasto parco, cio’ che colpisce è l’orologio che ancora riporta l’ora in cui il Dalai Lama è dovuto fuggire in esilio. Durante la visita riusciamo a entrare un po’ in confidenza con le nostre guide che ci spiegano che tutti gli anni devono fare in corso che dura una settimana durante il quale vengono ripassate le regole del buon cittadino (sich) ;Terminata la visita e salutate le nostre guide torniamo nella città vecchia e non appena diventa buio non resistiamo all’idea di andare a vedere il Potala di notte, illuminato è stupendo purtroppo i cinesi hanno deciso di costruirci vicino un centro commerciale stile Hong Kong con tanto di mega schermo esterno che proietta luci e rumori tutta la notte, ma anche in questo caso decidiamo di fare come fanno gli abitanti di Lhasa …ce ne infischiamo di lui, forse la vera opposizione si puo’ fare anche cosi’ se qualcosa non va bene la si rifiuta in toto a costo anche di rinunciare a qualche piccolo agio, lasciandola in un angolo ad ammuffire.
C’è Tsampa e Tsampa
La tsampa per umani è una deliziosa zuppa a base di semolino e verdure mentre la tsampa per avvoltoi è composta da membra umane (di umano morto NON per malattia) date in pasto agli avvoltoi dopodiché cio’ che resta viene bollito e dato in pasto alle aquile. Questo antico modo di celebrare i funerali si pratica a Gaden, che si trova a 4300 metri di altezza, sede di un’antica università e di un tempio che dato il periodo è invaso da pellegrini. L’atmosfera è serena grossi yak e giganteschi cani gironzolano indisturbati, dentro al tempio , come in quasi tutti i templi tibetani, ci sono libri ovunque e un sacco di oggetti accatastati alla rinfusa, adesso capisco perché i gatti sono benvenuti da queste parti.
Il sole batte forte e il cielo è come al solito incredibilmente blu, lo sguardo spazia, tutt’attorno vallate e montagne alzo lo sguardo e vedo roteare sopra di me decine di avvoltoi, oggi all’alba c’è stato un funerale… siamo davvero lontani da tutto, nonostante il governo di Pechino abbia piazzato telecamere e ultimato di costruire una grossa caserma…
Il mattino dopo siamo di nuovo in viaggio per il lago di Nam Tso per poi proseguire per l’ Everest ( Inshallah).
Il lago di Nam Tso si trova a 4.700 metri di altezza ha una superficie di circa 1900 mq ed è circondato da montagne alte 7000m in Novembre ha gia’ nevicato parecchio , ci concediamo una passeggiata di circa cinque ore circa, il vento freddo e forte increspa le acque del lago siamo soli se si escludono dei monaci che vivono li, grosse poiane danno la caccia a piccoli roditori , credo di non aver visto nulla di cosi’ bello in tutta la mia vita le emozioni hanno il sopravvento è inutile negarlo e mi rendo conto che mi sta scendendo qualche lacrima, alziamo gli occhi al cielo e scorgiamo una decina di avvoltoi himalayani, credetemi nonostante sappiamo perché sono li’ non proviamo nessun senso di raccapriccio perché qui ogni cosa è al suo posto: la natura selvaggia , la vita e la morte come suo unico e logico epilogo.
Dobbiamo rimetterci in viaggio questa notte la passeremo nella città di Lhundrub dove potremo apprezzare i comfort della vita di provincia in Tibet: infatti la stanza del nostro hotel seppur dignitosa non ha riscaldamento, non ha l’acqua calda la finestra non ha un vetro ma in compenso …la tv funziona.
Andiamo a cena con le nostre guide (ormai il ghiaccio con loro è definitivamente sciolto)nella trattoria a questa stagione gli unici non tibetani siamo mia moglie ed io. La cena é semplice ma gustosa : the tibetano( the, latte di yak e sale) momo (è simile alla foccaccia) Tsampa e verdure saltate, quante volte ho letto nelle cronache di Alexandra David Nell i nomi di questi cibi; mangiamo attorno alla stufa che brucia sterco di yak scambiamo qualche sorriso con i pochi altri avventori e terminata la cena andiamo a dormire …la notte questa volta sarà un po’ piu’ fređa del solito ci infiliamo nei sacchi a pelo e proviamo a dormire.
Scusate ma vorrei dedicare questi pensieri alla piccola Ines che da pochi giorni stanca di lottare è diventata una bellissima stella.
Con colpevole ritardo di un mese pubblico le impressionio del mio viaggio a NY avvenuto più o meno tra il 27/09 e il 05/10 del 2011. Sarò breve in quanto data l'età ormai la memoria è quella che è e quindi a distanza di un mese ricordo a malapena di esserci stato a new york, figuriamoci i dettagli. Inoltre navigo con chiavetta
Sono andato da solo, decidendo una ventina di giorni prima della partenza... come mai direte voi? Grazie alla crisi (sempre fanculo agli americani per averla avviata, per lo meno ai banchieri statunitensi) che mi ha causato 2 belle settimane consecutive di cassa integrazione. Prendo la palla al balzo, faccio il passaporto (finalmente), prenoto un volo venezia-parigi-ny jfk, prenoto un albergo nell'upper west side (71st strada, tra la 10a e la 11a avenue se non ricordo male)
Parto da venezia verso le 15, 90 minuti di scalo dai cugini francesi, alle 21 ora locale sono a new york. Airtrain, 3 cambi di linea di metro (con un paio di errori di fermata e consegunti bestemmie) ma in qualche modo raggiungo il primo traguardo di raggiungere l'albergo senza usare il taxi e risparmiando così una 50ina di dollari. Bene
L'albergo, come si suol dire, della merda gli manca solo l'odore... e per essere sinceri in alcuni corridoi l'odore di cacca sarebbe stato preferibile. In pratica era un condominio gigantesco dove il 70% delle stanze era occupata da gente che ci vive, per il resto turisti in transito. La stanza fortunatamente era decente e senza blatte (un ragazzo italiano mi ha mostrato la sua che oltre ad essere grande più o meno 4mq aveva anche qualche insetto... il tizio il giorno dopo è fuggito via infatti, ma lui abita a los angeles quindi può farsi ridare i soldi con più facilità)
Fin qui le amenità. Nei successivi 7 giorni ho visto Manhattan in lungo e in largo più una puntata a Brooklyn
Non descriverò tutto perchè Mav l'ha già fatto giorno per giorno durante il suo viaggio quindi non serve, vi dico semplicemente che il viaggio vale la pena. Vedrete una città che fondamentalmente già conoscete tramite film e telefilm ma com'è ovvio dal vivo l'effetto è tutto diverso... l'impatto con i grattacieli è notevole
Città dalle grandi contraddizioni, capita di camminare 300 metri e passare da park avenue dove la macchina più schifosa che vedrete è una classe S AMG e magari poi vedere una station wagon mezza scassata con dietro una fila di 30 homeless che attendono di ricevere un pasto... vedrete gli yuppie uscire dai palazzi delle multinazionali e magari dietro l'angolo ci sono dei loro coetanei neanche 30enni che chiedono l'elemosina
Città selettiva insomma, nella quale sinceramente non andrei a vivere per paura di non essere all'altezza abituato come sono alla nostra mediocre ma tutto sommato rassicurante italia dove bene o male la stragrande maggioranza della gente riesce sbarcare il lunario anche con uno stipendo in 3 persone (e dove, proprio mentre sto scrivendo, finalmente sembra essere finita l'era di B.)
Però... una figata. Quindi andateci, fatevi 6 mesi senza andare a cena fuori e poi regalatevi 5 giorni a new york